Ark 49

Lontananza

marzo 2024

Tra ricerca scientifica e illusione, tra fiducia nell’esattezza dell’indagine tecnica e arbitrarietà delle sue interpretazioni, la descrizione dei fenomeni è soggetta a continue revisioni, a letture che vanno perfezionandosi, al rovesciamento di acquisizioni precedenti, a conquiste di posizioni via via più solide in virtù di un costante accumulo di dati verificabili nel corso del tempo, capaci di sottrarre le cose al mistero in cui riposano. O ancora, di come, in virtù della loro lontananza, l’interpretazione di quegli stessi fenomeni sia incompleta o arbitaria.
È su questo confine, tra esattezza e approssimazione, tra la misurabilità di un dato e i suoi infiniti disvelamenti, tra le possibilità contenute negli strumenti di osservazione e le inevitabili deformazioni e distorisioni della verità che si va articolando questo numero di Ark dedicato alla lontananza: alle lontananze spaziali e temporali di luoghi remoti, separati e perciò permeati di sacralità e oggetto di meraviglia, di oggetti e documenti conservati nell’oscurità degli archivi, di costruzioni demolite o alterate fino ad essere oggi irriconoscibili, di assenze e di vuoti sottratti al rumore di fondo della città, di costellazioni di spazi che attendono d’essere investigati.
La lontananza è allora una possibilità per ristabilire ancora una volta un equilibrio, per ricomporre e ordinare le parti di un discorso, per orientare il proprio destino. Questo numero di Ark, della lontananza, è una difesa.

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